My Goddess!!! Qui in fondo al mio cuoricino, cos' è che punge??? E' una voglia! Avete presente quando vorreste ascoltare una canzone con tutto il vostro animo...De Andrè? Vi va??? Allora sul mio gammofono immaginario metto un disco a richiesta, che voi troverete super pacco...però vi consiglio di non fermarvi alla prima impressione, di cercare questa canzone magnifica e farla vostra, per non rimanere senza un una voglia che vi punga il cuor un venerdì sera da rimanere in casa...Ma l'ultima strofa??? Vogliamo parlarne?! Per me contiene il senso dell'esistenza.
"Il Ritorno di Giuseppe"
Stelle già dal tramonto,
si contendono il cielo a frotte,
luci meticolose nell'insegnarti la notte.
Un asino dai passi uguali,
compagno del tuo ritorno, scandisce la distanza
lungo il morire del giorno
Ai tuoi occhi, il deserto, una distesa di segatura
minuscoli frammenti della fatica della natura.
Gli uomini della sabbia hanno profili da assassini
rinchiusi nei silenzi d'una prigione senza confini.
Odore di Gerusalemme,
la tua mano accarezza il disegno
d'una bambola magra, intagliata nel legno.
"La vestirai, Maria, ritornerai a quei giochi
lasciati quando i tuoi anni erano così pochi"
E lei volò fra le tue braccia come una rondine,
e le sue dita come lacrime,
dal tuo ciglio alla gola,
suggerivano al viso, una volta ignorato,
la tenerezza d'un sorriso,
un affetto quasi implorato
E lo stupore nei tuoi occhi salì dalle tue mani
che, vuote intorno alle sue spalle,
si colmarono ai fianchi dalla forma precisa
d'una vita recente, di quel segreto che si svela
quando lievita il ventre
E a te, che cercavi il motivo
d'un inganno inespresso dal volto,
lei propose l'inquieto ricordo
tra i resti d'un sogno raccolto
E poi non termina qui, ma prosegue con grande poesia, Anf! :
" Il Racconto di Maria"
Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l'ombra era fredda, gonfia d'incenso;
l'angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d'improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese - Conosci l'estate
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.
Volammo davvero sopra le case,
oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite
dove all'ulivo si abbraccia la vite.
Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d'ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.
(... e l' angelo disse: "Non
temere, Maria, infatti hai
trovato grazia presso il
Signore e per opera Sua
concepirai un figlio...)
Le ombre lunghe dei sacerdoti
costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
Con le ali di prima pensai di scappare
ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi vidi l'angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d'un altra vita,
foglie le mani, spine le dita.
Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l'immagine, stinse il colore,
ma l'eco lontana di brevi parole
ripeteva d'un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era
- Lo chiameranno figlio di Dio -
Parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre."
E la parola ormai sfinita
si sciolse in pianto,
ma la paura dalle labbra
si raccolse negli occhi
semichiusi nel gesto
d'una quiete apparente
che si consuma nell'attesa
d'uno sguardo indulgente.
E tu, piano, posati le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.
Mio dddio!